Le cardinal Pietro Parolin a introduit une approche confuse dans le débat sur la relation entre la foi et les institutions dans les États de tradition catholique. Dans des déclarations précédant son voyage dans la Principauté de Monaco aux côtés du Pape, le secrétaire d’État du Vatican a déclaré, selon Rome Reports : « La foi ne devrait pas étouffer les institutions, même dans un État confessionnel comme la Principauté de Monaco »... ...Tandis que le Pontife insiste sur le potentiel intégrateur de la foi comme élément configurateur de l’ordre social, le secrétaire d’État pointe la nécessité de préserver un équilibre qui évite la subordination des institutions à une logique strictement confessionnelle.
El cardenal Pietro Parolin ha introducido un enfoque confuso en el debate sobre la relación entre fe e instituciones en los estados de tradición católica. En declaraciones previas a su viaje al Principado de Mónaco junto al Papa, el secretario de Estado del Vaticano afirmó según informa Rome Reports: “La fe no debería sofocar las instituciones, incluso en un Estado confesional como el Principado de Mónaco”... ...Mientras el Pontífice incide en la potencialidad integradora de la fe como elemento configurador del orden social, el secretario de Estado apunta a la necesidad de preservar un equilibrio que evite la subordinación de las instituciones a una lógica estrictamente confesional.
Der Kardinal Pietro Parolin hat einen verwirrenden Ansatz in die Debatte über die Beziehung zwischen Glaube und Institutionen in Staaten mit katholischer Tradition eingebracht. In Erklärungen vor seiner Reise ins Fürstentum Monaco zusammen mit dem Papst erklärte der Vatikan-Staatssekretär laut Rome Reports: „Der Glaube sollte die Institutionen nicht ersticken, sogar in einem konfessionellen Staat wie dem Fürstentum Monaco“... ...Während der Pontifex auf die integrative Potenzialität des Glaubens als konstituierendes Element der sozialen Ordnung hinweist, weist der Staatssekretär auf die Notwendigkeit hin, ein Gleichgewicht zu wahren, das die Unterwerfung der Institutionen unter eine streng konfessionelle Logik vermeidet.
Der den Staat ungebührlich erstickender christliche Glaube . diese Aussage ist die Interpretation des Zweiten Vatikanums, gegen das sich die Piusbruderschaft folglich wehrt.
Cardinal Pietro Parolin has introduced a confusing approach to the debate on the relationship between faith and institutions in states with a Catholic tradition. In statements prior to his trip to the Principality of Monaco alongside the Pope, the Vatican Secretary of State stated, according to Rome Reports: “Faith should not stifle institutions, even in a confessional state like the Principality of Monaco”... ...While the Pontiff insists on the integrative potential of faith as an element that shapes the social order, the Secretary of State points to the need to preserve a balance that avoids the subordination of institutions to a strictly confessional logic.
Il cardinale Pietro Parolin ha introdotto un approccio confuso nel dibattito sulla relazione tra fede e istituzioni negli stati di tradizione cattolica. In dichiarazioni precedenti al suo viaggio nel Principato di Monaco insieme al Papa, il Segretario di Stato del Vaticano ha affermato, secondo quanto riporta Rome Reports: «La fede non dovrebbe soffocare le istituzioni, nemmeno in uno Stato confessionale come il Principato di Monaco»... ...Mentre il Pontefice insiste sulla potenzialità integratrice della fede come elemento configuratore dell’ordine sociale, il Segretario di Stato punta alla necessità di preservare un equilibrio che eviti la subordinazione delle istituzioni a una logica strettamente confessionale.
It is surprising, the about-face of Cardinal Parolin: on the Latin Mass he has changed his mind and now aligns himself with the moderate and dialoguing stance of Pope Leo who, in this matter, is trying to mend the pieces and bring some peace back to the Church. This morning the Cardinal Secretary of State admitted that the liturgy must not become 'a battlefield.' To journalists who asked for his comment on the Pope's invitation yesterday to the French bishops to find a compromise between those who follow the ordinary rite and those who ask to restore the Latin Mass, he explained: 'I believe we all share this assessment given by the Pope, in the sense that the liturgy must not become a reason for conflict and division among us. It will be a matter of finding a formula that can meet legitimate needs.' A clearly changed personal position. The more conservative fringes who until last year denounced an ongoing persecution against traditionalist communities will hardly forget the uncompromising …Altro
No it’s not a trap. It’s a trick. They flash the Latin Mass card when they want Catholics to stop pointing out their apostasy. It happens frequently and it works every time. Nothing ever comes of it.
This is a trap. Note the wording, "concrete solutions that allow generous inclusion of people sincerely attached to the Vetus Ordo, according to the guidelines established by the Second Vatican Council on liturgy." Translated from SerpentSpeak, this means NOT that the TLM will be allowed. No, it means that "solutions" will be "according to the guidelines." What are those guidelines? The guidelines are the work of the Consilium of Bugnini that produced the Novus Ordo. So the "solution" will be Novus Ordo in Latin. This has been the plan the whole time Bergoglio played the role of the bad guy who causes "wars" over the liturgy, so the peacemakers Prevost and Parolin can bring "unity" to the Church. What will be lost is the actual Holy Sacrifice of the Mass, the TLM. The Novus Ordo, whether in Latin or the vernacular, is an abomination. There is only one Holy Sacrifice of the Mass and it has a Canon that cannot be substantially changed. The Novus Ordo changed the Canon in the most …Altro
E' sorprendente il testa coda del cardinale Parolin: sulla messa in latino ha cambiato idea e ora si adegua alla linea moderata e dialogante di Papa Leone che, in materia, sta cercando di aggiustare i cocci e riportare un po' di pace nella Chiesa. Stamattina il cardinale Segretario di Stato ha ammesso che la liturgia non deve diventare «un campo di battaglia». Ai giornalisti che gli chiedevano un commento sull'invito del Papa rivolto ieri ai vescovi francesi per trovare una composizione tra coloro che seguono il rito ordinario e coloro che chiedono di ripristinare la messa in latino, ha spiegato: «Credo che condividiamo tutti questa valutazione che il Papa dà, nel senso che la liturgia non deve diventare motivo di conflitto e di divisione tra di noi. Si tratterà di trovare la formula che possa venire incontro alle legittime esigenze». Una posizione personale evidentemente modificata. Le frange più conservatrici che fino all'anno scorso denunciavano una persecuzione in atto verso le …Altro
Il dossier Benevento è sul tavolo della nunziatura apostolica in Italia e del Dicastero vaticano per i vescovi già dal 10 gennaio scorso, quando arrivò la nomina ufficiale di Accrocca a nuovo vescovo delle diocesi di Assisi e Foligno. Come avviene in questi casi, inizia una fase di indagini per individuare la figura più idonea a guidare una diocesi importante e di grandi dimensioni come quella di Benevento, indagini che vengono fatte anche interpellando - sotto segreto - persone (sacerdoti e laici) che conoscono bene la diocesi. Un lavoro che il Vaticano svolge con grande attenzione e senza alcuna fretta, per questo appare difficile prevedere i tempi della scelta del nuovo arcivescovo. Come sempre in questi casi, sono tantissimi i rumors su chi possa essere il successore di Accrocca. Voci che è impossibile verificare, e che solo le scelte definitive che arriveranno nelle prossime settimane potranno etichettare come vere o false... ...Tanti i nomi che sono rimbalzati fin dal 10 gennaio …Altro
[http://korazym.org/Blog dell’Editore, 24.03.2026 – Ivo Pincara] – A cinque anni e mezzo dall’inizio di una vicenda che ha segnato profondamente il dibattito ecclesiale e mediatico, riproponiamo una riflessione di Andrea Paganini che interpella coscienze e responsabilità. Il tempo trascorso non ha attenuato interrogativi e tensioni, ma ha piuttosto reso più evidente la necessità di distinguere tra verità e narrazione, tra giustizia e apparenza. In questo contesto, la testimonianza personale si intreccia con una più ampia riflessione sulla Fede, sulla perseveranza e sulla ricerca della verità, anche quando questa appare offuscata o distorta. Il caso del Cardinale Giovanni Angelo Becciu continua a suscitare interrogativi profondi, non solo sul piano giudiziario, ma anche su quello umano e spirituale. Abbiamo fondato Korazym.org quando eravamo ragazzi, sull’onda di un entusiasmo che solo una Fede giovane sa donare. Ventiquattro anni dopo quel 2002, continuiamo a scegliere Korazym.org …
Al centro dell’attenzione, quindi, un inedito scontro che si è sviluppato tra i magistrati vaticani. Da una parte si trovano i giudici della Corte d’appello vaticana, incaricati di valutare il caso e pronunciarsi sulle decisioni finali; dall’altra l’Ufficio del Promotore di giustizia, cioè i pubblici ministeri responsabili delle indagini. Il conflitto nasce dalla contestazione, da parte dell’accusa, dell’ordinanza emessa dalla Corte d’appello il 17 marzo scorso. Si tratta di un episodio particolarmente significativo, perché rompe un equilibrio solitamente ben definito tra le funzioni dell’accusa e quelle del giudizio. L’iniziativa dei pubblici ministeri vaticani di impugnare una decisione dei giudici evidenzia una frattura interna e solleva interrogativi sulla gestione procedurale del processo. Questa tensione rischia di avere conseguenze rilevanti sull’andamento del procedimento. Oltre a rallentare i tempi, potrebbe incidere sulla solidità delle decisioni prese e alimentare dubbi …Altro
[http://korazym.org/Blog dell’Editore, 21.03.2026 – Ivo Pincara] – Il processo che coinvolge il Cardinale Angelo Becciu continua a rappresentare uno dei casi più delicati e complessi della giustizia vaticana, non solo per le accuse legate alla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, ma anche per le tensioni emerse all’interno dello stesso sistema giudiziario. L’ha rilevato Franca Giansoldati in un articolo su Il Messaggero di ieri, dal titolo Becciu, si profila scontro tra magistrati giudicanti e inquirenti: il Promotore ha impugnato l’ordinanza della Corte d’Appello: «La montagna di chat coperte da “omissis” (dall’allora Promotore di giustizia, Alessandro Diddi) che proverebbero l’esistenza di un complotto ordito ai danni del Cardinale Angelo Becciu, potrebbero non essere affatto depositate in Cancelleria il 30 aprile prossimo, come è appena stato ordinato al Promotore dalla Corte d’appello vaticana con l’ordinanza del 17 marzo. Perché tanta attenzione su queste carte?…
L’ATTACCO IRANIANO ALLA BASE DIEGO GARCIA, ANCHE SE È FALLITO, È UN SEGNALE IMPORTANTE CHE IL REGIME HA DATO AL MONDO: SIGNIFICA CHE I MISSILI BALISTICI DI TEHERAN HANNO UNA GITTATA DI CIRCA 4MILA CHILOMETRI, LA DISTANZA TRA IL PAESE DEGLI AYATOLLAH E L’ISOLA DELL’ARCIPELAGO DELLE CHAGOS, IN TERRITORIO BRITANNICO NELL’OCEANO INDIANO, DOVE SI TROVA LA BASE – SIGNIFICA CHE TEHERAN NON HA SOLO RAZZI A MEDIO RAGGIO, MA ANCHE A RAGGIO INTERMEDIO (IRBM), IN GRADO DI RAGGIUNGERE ANCHE L'ITALIA...
A rare conflict has emerged within the Vatican judiciary over the handling of evidence and procedural fairness in the high-profile London property case, raising questions about transparency and due process. In the Vatican, an unprecedented clash is unfolding between magistrates. On one side is the Prosecutor’s Office, and on the other, the judges of the Appeals Panel for the famous trial over the ill-fated London property. The mountain of chats covered by 'omissions' (by then-Prosecutor Alessandro Diddi), which would allegedly prove the existence of a plot against Cardinal Angelo Becciu, may not be filed with the Registry on April 30 as just ordered by the Vatican Court of Appeal with the March 17 ruling. That order declared the 'relative nullity' of the first instance and simultaneously requested 'the renewal of the trial', requiring the filing in the registry by April 30 of 'all acts and documents of the preliminary proceedings', and setting the first meeting with the parties for June …Altro