Venezuela. Il presidente dei vescovi: «Fiducia in Dio e nel nostro popolo»
Caracas - Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio 2026 il Venezuela è stato teatro di un’operazione militare statunitense senza precedenti negli ultimi decenni: bombardamenti mirati su infrastrutture strategiche e l’annuncio, da parte della Casa Bianca, della cattura del presidente Nicolás Maduro. L’azione, rivendicata direttamente dal presidente Donald Trump, ha immediatamente aperto una crisi internazionale, con interrogativi politici, giuridici, religiosi e geopolitici ancora aperti.
I bombardamenti e l’operazione militare
Secondo le informazioni diffuse nelle prime ore, le forze armate degli Stati Uniti hanno colpito quasi simultaneamente quattro obiettivi chiave a Caracas e nei suoi dintorni: la base militare di Fuerte Tiuna, l’aeroporto militare di La Carlota, un’importante infrastruttura per le comunicazioni militari e il porto di La Guaira. Le esplosioni sono state accompagnate da blackout parziali e dall’evacuazione di civili in alcune aree della capitale. Il governo …