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LA PASSIONE DI GESÚ (attraverso la lettura) DELLA SINDONE - Dott. Fabio Quadrini
Relatore del Dott. Fabio Quadrini (Diploma di specializzazione in Studi Sindonici presso Ateneo Pontificio Regina Apostolorum - Roma) - Lunedì Santo 14 Aprile 2025 - Parrocchia San Giovanni Bosco, Molini Girola - FERMO - 3 Piccoli Passi con Gesù
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Il commentatore ha ragione.
La traduzione letterale di Gv 20, 6-7 rende estremamente di più rispetto a quella nella lingua corrente in italiano che leggiamo o ascoltiamo nelle nostre celebrazioni cattoliche, tanto a livello esegeitco-teologico quanto a livello storico.
Nondimeno per proporre una traduzione letterale di questi versetti occorre essere preparati ed iniziati alla fede. Quindi prima di proporre una versione letterale di questi versetti occorre aumentare la nostra prossimità alla Scrittura: solo così è possibile proporre e quindi comprendere le Sacre Scritture nella loro versione tecnica e letterale. Fabio Quadrini.

Ripropongo questo scritto, con il quale penso sia utile, anzi doveroso, ripresentare una riflessione oggi poco conosciuta ma già formulata vari anni fa da alcuni esegeti.
1 – Nelle traduzioni abituali del brano giovanneo sulla sua ispezione alla tomba vuota si legge che san Pietro (e subito dopo san Giovanni, entrato lui pure) vide: “le bende per terra, e il sudario che era stato posto sul suo capo non per terra con le bende ma piegato in un luogo a parte”. (Gv 20,5-7), E’ la traduzione più consueta data da gran parte degli attuali esegeti oltre che dalla stessa CEI; una traduzione che ritengo inesatta, equivoca, non fedele né al Vangelo greco di s. Giovanni né alla Vulgata latina di s. Girolamo. Mi spiego.
2 – Cito il testo giovanneo: “… 5καὶ παρακύψας βλέπει κείμενα τὰ ὀθόνια, οὐ μέντοι εἰσῆλθεν. ἔρχεται οὖν ⸀καὶ Σίμων Πέτρος ἀκολουθῶν αὐτῷ, καὶ εἰσῆλθεν εἰς τὸ μνημεῖον· καὶ θεωρεῖ τὰ ὀθόνια κείμενα, 7καὶ τὸ σουδάριον, ὃ ἦν ἐπὶ τῆς κεφαλῆς αὐτοῦ, οὐ μετὰ τῶν ὀθονίων κείμενον ἀλλὰ χωρὶς ἐντετυλιγμένον εἰς ἕνα τόπον·”
3 – Diversi esegeti, interpretando più correttamente i termini “κείμενα” , “ἐντετυλιγμένον”, e “εἰς ἕνα τόπον” , traducono: “e osserva le bende distese (cioè: non per terra ma a terra, distese, giacenti, afflosciate), … e il sudario, che era stato posto sul capo, non come le bende (cioè: non disteso come le bende) ma avvolto a parte (cioè: non giacente ma arrotolato, al modo di una mentoniera) in una sola posizione (cioè: non per terra ma nella sua posizione, appunto di fianco, non piegato o disteso).
4 – In tal caso la risurrezione del corpo di Gesù, pur rimanendo oggetto di fede, rimane più comprensibile e ammissibile anche per la scienza.
Mi pare che questa sia una traduzione non solo linguisticamente legittima ma anche la più corretta oltre che aderente alle modalità delle sepolture in uso allora in Israele.
Ritengo che sia necessario divulgare questa critica testuale e proporre ai biblisti e alla stessa CEI una correzione delle traduzioni attualmente in uso. Buona e Santa Pasqua.