VaticanNews.va – il costoso portale di notizie del Vaticano con un pubblico online piuttosto modesto – ha pubblicato il 21 luglio l’articolo “Riproduzione assistita: quando l’intelligenza artificiale viene utilizzata contro gli esseri umani”, incentrato sulle implicazioni etiche dell’intelligenza artificiale nella fecondazione in vitro (FIV).
L’articolo tratta la fecondazione in vitro, intrinsecamente riprovevole, come una forma consolidata di «riproduzione medicalmente assistita» e si concentra sui rischi posti dall’automazione.
L’autore dell’articolo è Davide Dionisi, che ha lavorato per oltre 25 anni presso Radio Vaticana–Vatican News ed è ora Inviato Speciale dell’Italia per la Promozione della Libertà di Religione e la Tutela delle Minoranze Religiose.
Egli si avvale per tutto il testo dei commenti di Laura Palazzani, membro della Pontificia Accademia per la Vita.
La Palazzani sostiene che la tecnologia dovrebbe «supportare il processo clinico» piuttosto che sostituirsi al medico. Sottolinea che i medici rimangono indispensabili durante le procedure, tra cui «il prelievo e il trattamento dei gameti, la fecondazione in vitro, nonché la coltura e il trasferimento degli embrioni».
Una delle preoccupazioni centrali dell’articolo è la possibilità che siano gli algoritmi, anziché gli embriologi, a decidere quali embrioni debbano essere trasferiti.
«Esiste quindi un rischio bioetico specifico quando è un algoritmo, e non solo l’embriologo, a valutare e selezionare gli embrioni da trasferire», afferma la dottoressa Palazzani. Ella sollecita la supervisione umana, la trasparenza e la responsabilità nella selezione degli embrioni.
Traduzione AI