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Simona Serafini

PICCOLA BETANIA QUOTIDIANA, Il Vangelo di oggi vissuto con Maria Valtorta.
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Buongiorno amici della Piccola Betania.
Oggi il Vangelo è brevissimo, ma dolcissimo. Mentre Gesù parla, una donna dalla folla, con il cuore in gola, alza la voce e grida: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!».
È il grido di ogni cuore che ama Maria. Ma Gesù risponde: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».
Sembra quasi che voglia spostare la lode.
Invece Gesù in Maria Valtorta ci svela una Perla davvero luminosa!
Nell'Evangelo 288, a Gerasa, dopo aver parlato della città che per essere bella ha bisogno di concordia tra i cittadini, Gesù sente proprio questa lode.
E spiega: “In Cielo non si misura con le misure della Terra. E mia Madre stessa sarà beata non tanto per la sua immacolata anima, quanto per avere ascoltato la parola di Dio ed averla messa in pratica con l’ubbidienza. Il ‘sia fatta l’anima di Maria senza colpa’ è prodigio del Creatore. A Lui ne va data lode. Ma il ‘sia fatto di me secondo la tua parola’ è prodigio di mia Madre”.
Perché da quel “sì” senza calcoli, senza pesare difficoltà e dolori futuri, è venuto il Salvatore nel mondo.
E nel Quaderno del 7 dicembre 1943 che ho scelto per tutti noi, è Maria stessa che ci prende per mano e ci spiega le due frasi del Vangelo che la riguardano.
Quella di Matteo: “Chi è mia Madre? Chiunque fa la Volontà del Padre mio”, dice Maria: “Ripudio della sua Mamma? No. Lode alla Madre sua che fu perfetta nel fare la Volontà del Padre. Bene sapeva il mio Gesù quale volontà io eseguivo! Se non l’avessi fatta, Egli non mi avrebbe avuto per Madre”. Lei è la prima discepola, istruita dal Verbo sin da quando lo portava in seno.
E quella di oggi, di Luca: “Beato il seno che ti ha portato”. Maria dice con umiltà commovente: “L’esser Madre di Gesù fu una grazia di cui non m’era lecito gloriarmi. Fra i milioni di anime, Egli scelse la mia ad esser senza macchia per decreto imperscrutabile. L’avere succhiato al mio seno neppure poteva suscitare superbia. Egli avrebbe potuto venire adulto e perfetto. Sono stata solo strumento per rendere più comprensibile la sua Incarnazione”.
Ma poi aggiunge, ed è qui la chiave per noi: “Ma l’avere osservato la parola di Dio e affinato i sensi dell’anima con una purezza totale sin dall’infanzia, questo era grandezza; e l’aver ascoltato la Parola che m’era Figlio per renderla mio pane e sempre più fondermi al mio Signore, questa era beatitudine”.
Capite? Gesù non toglie nulla a Maria, ce la rivela. Maria è beata non solo perché lo ha portato in grembo, ma perché prima Lo ha portato nel cuore, ascoltandolo.
E allora anche noi, oggi, possiamo essere “beati”. Non potremo essere grembo di Cristo come Maria, ma possiamo essere come Lei ascoltatori della Parola.
Maria finisce il suo dettato con una preghiera che diventa la nostra:
“Oh, santa Parola! Dono dato ai diletti di Dio, veste di fuoco che cingi di splendori, Vita che divieni la Vita di coloro a cui ti dài... Opera in questi miei figli, che ho presi per miei ai piedi della Croce, e conducili al Cielo per una via di verità splendenti e di ardenti opere”.
Chiediamo a Lei, oggi, di insegnarci ad ascoltare come ha ascoltato Lei.
Discorso ai cittadini di Gerasa e lode di una donna alla Madre di Gesù.
Maria Valtorta - Evangelo 288

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Maria Ss., che spiega il senso di una frase dell’evangelista Matteo su coloro che fanno la Volontà di Dio e di un’altra, dell’evangelista Luca, sulla beatitudine di chi ascolta la Parola di Dio.
Maria Valtorta dai Quaderni del 1943, 7 dicembre

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Buon sabato, buona Domenica alle porte, nella nostra Piccola Betania.

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