Allarme liberal: il Rosario "arma impropria"
La rivista "The Atlantic" bolla la tradizionale preghiera mariana, cara a San Giovanni Paolo II, come un'arma in mano a ultraconservatori ed estremisti di destra. I progressisti faticano a comprendere la "lotta spirituale" e, troppo occupati a riempirsi la bocca di "diritti", non si accorgono che ad essere sotto attacco sono proprio i cristiani.Per i cattolici, inclusi gli americani che ne rappresentano il 25% della popolazione, il Rosario è, come diceva San Giovanni Bosco, «necessario per ben vivere, quanto il pane quotidiano». Un contemplare, ricordare, supplicare, annunciare e conformarsi a Cristo con Maria, come ribadì San Giovanni Paolo II nella sua Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae del 2002, con la quale ribadiva l’urgente necessità di recitare il Rosario all'inizio del nuovo millennio. Ebbene, a ridosso di un’altra importante memoria mariana, la solennità dell'Assunzione in Cielo dello scorso lunedì, un articolo apparso sulla rivista liberal e democratica The Atlantic del 14 agosto, accusa il Santo Rosario di esser «diventato un simbolo estremista».
Il Rosario è ritenuto da una «frangia estremista... un’arma nella lotta contro il male», accusando persino il comandante della Guardia Svizzera pontificia che l’ha definito «l'arma più potente che esista sul mercato». Daniel Panneton, prendendo spunto dalle analisi del giovane teologo e storico Massimo Faggioli, nel suo recente libro su Joe Biden ed i cattolici esalta l’abbandono delle «life issues» (principi non negoziabili) da parte del nuovo corso di papa Francesco, denuncia uno sforzo concertato per integrare «il cattolicesimo ultraconservatore con altri aspetti della cultura di estrema destra online e fornire... un percorso di radicalizzazione e di attacchi terroristici nel mondo reale». In poche parole, nelle mani dei cosiddetti “cattolici ultraconservatori”, come le iniziative contro le ideologie Lgbti o anti aborto, il Rosario diverrebbe "tutt'altro che santo".
Come diceva San Paolo, «non siamo in lotta contro la carne e il sangue, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori del mondo di queste tenebre, contro le schiere spirituali della malvagità nei luoghi celesti» (Ef 6,12). Robert P. George, professore di teoria politica all'Università di Princeton ed ex presidente della Commissione degli Stati Uniti per la libertà religiosa internazionale (USCIRF), ha dichiarato alla CNA che «l’uomo che sta politicizzando il rosario e lo sta trattando come un'arma nella guerra cultural... Daniel Panneton... forse è solo un po' troppo agitato e ha bisogno di prendere un'aspirina o due e sdraiarsi per un po’». Sebbene alcuni abbiano ridicolizzato l'articolo, l’opinionista conservatrice Rachel Campos-Duffy ha avvertito: «Non dovremmo limitarci a ridere... Dobbiamo capire che in questo Paese e nel mondo il cristianesimo e la fede in generale sono sotto attacco».
L’arma del Rosario è stata imbracciata con determinazione ed umiltà, non solo dal popolo minuto cattolico, ma anche da lunghissima schiera di Santi e sante di tutti i tempi, uomini e donne che hanno fatto della corona benedetta un’arma di conquista di grazie per sé, per gli altri e per il mondo intero. Bene ricordare che la Vergine e la recita fiduciosa dell’’arma’ del Rosario, spronarono a Lepanto le armate cristiane contro l’invasore turcomanno e salvarono l’occidente.
Fonte: lanuovaBQ